Addio a George Hilton, icona dello spaghetti western e di “College”

Addio a George Hilton, volto simbolo dello spaghetti western ma anche Capitano di Vascello della Marina Militare – Umberto della Serie Cult “College”. L’attore uruguaiano naturalizzato italiano è morto a Roma dopo una malattia all’età di 85 anni.

Ha fatto del suo meglio per riprendersi, voleva stare vicino alla sua famiglia, alle persone che amava e questo include voi, tutti i fan che ha in tutto il mondo. Sfortunatamente, tutti i suoi sforzi non sono stati abbastanza“, ha dichiarato la compagna Gabriella in un post sulla pagina Facebook dell’attore, presa d’assalto dai fan che vogliono condividere pensieri e ricordi.

Nato e cresciuto in Uruguay, è divenuto famoso grazie alle sue apparizioni in molti spaghetti western. Inizia la carriera lavorando in radio. Nel 1955 si trasferisce in Argentina, adotta lo pseudonimo di Jorge Hilton e comincia ad apparire in diversi fotoromanzi e in produzioni cinematografiche destinate al mercato interno del paese.

Nel 1963 giunge in Italia seguendo l’esempio di altri attori sudamericani come Jorge Rigaud e Alberto de Mendoza, attirati dalla fiorente industria cinematografica romana. Dopo aver anglicizzato il suo nome in George, ottiene il ruolo principale in una pellicola di pirati: Il corsaro nero nell’isola del tesoro (1965) ed interpreta, nello stesso anno, un emulo di 007 nel film comico Due mafiosi contro Goldginger con Franco e Ciccio.

Viene lanciato nel genere western dal regista Lucio Fulci col film Le colt cantarono la morte e fu… tempo di massacro (1966), al fianco di Franco Nero ed in breve diviene un’icona nel genere. L’anno seguente partecipa infatti a ben sette produzioni del filone, alimentando la sua fama a livello internazionale ed ottenendo buon seguito soprattutto in Spagna. Diventa una delle maggiori star del cinema italiano assieme a Terence Hill, Franco Nero e Giuliano Gemma. I suo personaggi più famosi sono probabilmente quello del pistolero del west Alleluja, creato insieme al regista Giuliano Carnimeo e quello di Tresette.

Affronta anche altri generi, dal dramma al film di guerra, approdando infine al giallo con la pellicola di Romolo Guerrieri Il dolce corpo di Deborah (1968). Dotato di un fascino languido e tenebroso, l’attore si adatta perfettamente al genere e così viene chiamato ad interpretare alcuni dei più noti titoli del filone tra cui: Lo strano vizio della signora Wardh (1970), La coda dello scorpione (1971), Tutti i colori del buio (1972), diretti da Sergio Martino e Perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer? (1972) di Giuliano Carnimeo, sempre affiancato da Edwige Fenech.

Partecipa anche a film polizieschi (Torino violenta – 1977), commedie (Taxi Girl – 1977) e fanta-avventurosi (I predatori di Atlantide – 1983), ma dagli anni ottanta le sue apparizioni si fanno sempre più sporadiche.

Lavora in film per la TV (A cena col vampiro – 1988), telefilm (College (1989), il sequel di Abbronzatissimi, Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo (1993), dove interpreta l’attempato fidanzato di Bea (Valeria Marini) e la miniserie Tre addii (1999). Nel 2007 prende parte al film Natale in crociera, di Neri Parenti, nel ruolo del comandante della nave.

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