Dragon Ball e le scene censurate, ovvero: “Quel mandrillo del genio delle tartarughe” –VIDEO

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Dragon Ball e la censura

Gli adolescenti di oggi sono abituati a vedere una versione di Dragon Ball tutta a base di combattimenti, pipponi morali, sfere del drago e via discorrendo.

Sanno poco o nulla dei risvolti (semi)erotici presenti nella primissima seria e mandate in onda in maniera integrale dal canale Junior TV.

Per chi non lo sapesse Jtv fu una rete televisiva italiana, fondata da Danilo Orsini, a carattere nazionale, che trasmetteva dal 1985 con una copertura di circa l’85% del territorio nazionale:  la programmazione era interamente dedicata ai bambini e ai ragazzi adolescenti con cartoni animati, telefilm e rubriche di intrattenimento. Per un periodo, nella prima metà degli anni novanta, è stata sotto l’ala di Publitalia (Fininvest).

In Italia infatti l’anime arrivò sulle nostre Tv catodiche nel 1989: fu proprio la sopracitata Junior Tv ad accaparrarsi i diritti per la messa in onda. Questa prima versione, in edizione integrale senza censure, con le sigle originali giapponesi e un doppiaggio abbastanza fedele all’originale, arrivò a coprire solo i primi 54 episodi della serie: sufficienti comunque a regalare delle perle memorabili a noi infanti abituati a tagli e censure clamorose.

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Quasi tutti i siparietti vedono protagonisti il Genio delle tartarughe, un mandrillo di prima categoria che non sfigurerebbe per nulla a fianco di Jerry Calà nelle commedie italiane di quegli anni, o il piccolo Goku, alla scoperta dell’anatomia femminile (ho qualche amico che non si riprese più dopo la scena dello smutandamento di Bulma).

La pacchia finì nel 1996, anno in cui la Mediaset acquistò i diritti dell’anime e ne trasmise tutti gli episodi sempre su Junior Tv / con tagli!), concludendo la trasmissione nella primavera del 1998, per poi dirottarla per la prima volta su Italia 1 l’anno successivo. Questa edizione presenta molte scene censurate e un linguaggio adattato ad un pubblico più infantile. Ecco le scene di cui sopra.

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