Esce il live action de “I Cavalieri dello Zodiaco”… ma potevano farne a meno!

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I cavalieri dello zodiaco: arriva il film?

Le speranze che il nuovo film sui Cavalieri dello Zodiaco, o Saint Seiya (per chiamarli con il loro nome originale) sia valido? Prossime allo zero, da un appassionato. Poveri Cavalieri. L’opera originale non ha mai brillato sotto il punto di vista della sceneggiatura o dei dialoghi, per non parlare dei disegni, e ha avuto un successo mondiale grazie al meraviglioso tratto anime di Shingo Araki e, in Italia, grazie anche a un doppiaggio epico ed aulico.
(Leggi anche su: I Cavalieri dello Zodiaco: ecco gli attori che interpreteranno Pegasus e co –FOTO)

E dopo anni e anni di silenzio, complice nei primi anni 2000 il rilascio della nuova serie di action figure (modellini da collezione che ricalcavano quelli usciti negli anni ’90) Myth Cloth, il brand è tornato sulla scena giapponese più forte che mai, con film pseudo-sequel, manga pseudo-prequel, spin-off, seguiti ufficiali e un film animato in computer grafica. Quanto del materiale presentato negli ultimi quindici anni è realmente valido? Pochissimo.

Un film animato sequel della saga originale, primo di una quadrilogia, finì nel dimenticatoio dopo lo scarso successo al botteghino e il cambio di piani del “maestro” Kurumada. La serie animata classica venne completata con Hades, la quarta saga, divisa in tre parti e trasmessa anche da Italia 1. Da segnalare la terza parte, Eliseo che, grazie a problemi di produzione e un budget ridotto, consiste in pochissimi fotogrammi ripetuti numerose volte che possono si e e no essere definiti “animati”. Una gioia per gli occhi.

Sul fronte manga, risultati altalenanti. Episodio G narra le avventure dei Cavalieri d’Oro (o Gold Saint) sette anni prima dell’inizio della serie classica, alle prese con un nuovo nemico. Opera discreta, seppur caratterizzata da uno stile nel disegno molto “femminile” che non è andato giù a tanti appassionati.

Degni sicuramente di nota Saintia Sho e Lost Canvas. Il primo narra le avventure di un gruppo di Cavalieri donna e si intreccia con la serie classica. Storia e personaggi interessanti, è un prodotto interessante, ben disegnato ma purtroppo ancora sottovalutato. Il vero gioiello è sicuramente Saint Seiya: The Lost Canvas.

Prequel della Guerra Galattica, narra la storia della guerra tra Athena e Hades nei primi anni del ‘900. Un manga che funziona, coinvolge e risulta ben superiore all’opera originale, caratterizzata, specialmente nel manga, da una trama molto lineare e fine a se stessa. Purtroppo, The Lost Canvas, dopo aver riscosso un successo strepitoso ed esser stato trasposto in una serie animata in due stagioni, è stato ridotto a uno spin-off ambientato in un’era alternativa.

Perché? Perché il “maestro” ha deciso di disegnare e sceneggiare un sequel ufficiale: Next Dimension. A riguardo, preferisco spendere pochissimi caratteri, tanto risulta scadente dal punto di vista della trama, della sceneggiatura, dei disegni e dei colori.
Ma non è finita qui! Saint Seiya Omega è un seguito anime ambientato in un futuro alternativo, di sufficiente fattura, ma consigliato e destinato a un pubblico di giovani. Anche Omega è caratterizzato da scelte narrative discutibili e da una trama leggera, senza troppe pretese. E poi, Soul of Gold, la serie più recente, storia ambientata parallelamente alla guerra contro Hades che vede come protagonisti i Cavalieri d’Oro nelle gelide terre di Asgard. Serie godibile ma non eccezionale, comunque divertente, creata principalmente per vendere la bellissima serie di action figure delle armature d’oro divine.

E, dulcis in fundo, ai livelli pietosi di Next Dimension, I Cavalieri dello Zodiaco: La Leggenda del Grande Tempio. Gioiello del cinema di serie z, film in computer grafica che non funzionava a partire dai titoli di testa fino allo spegnimento del proiettore. Un abbraccio a tutti coloro che sono andati, ignari e mossi dall’affetto per la serie, a vederlo al cinema.

Kurumada ha dimostrato negli anni di non guardare minimamente al livello qualitativo delle opere a cui prestava il nome (e per cui prendeva parecchi soldi), limitandosi a bollarle come spin-off e fuori dal filone di continuità principale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e proprio per questo, la speranza per un film valido che, al 99% ripercorrà per l’ennesima volta la scalata delle dodici case, trita e ritrita e vista ormai in tutte le salse, è prossima allo zero.

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