Facciamoci un “giroingiro” con Mr. Crocodile Dundee!

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Mr. Crocodile Dundee!

Nel 1986 esce nella sale “Mr. Crocodile Dundee“, la pellicola australiana del regista Peter Faiman che sbanca letteralmente i botteghini di tutto il mondo grazie all’interpretazione dell’allora sconosciuto Paul Hogan, una moderna e simpatica caricatura di Tarzan, ispirata all’autobiografia di un personaggio realmente esistito (Rod Ansell, uomo originario del Queensland che visse nella natura selvaggia e morì in una sparatoria con la polizia nel 1999), tra coccodrilli, aborigeni in jeans e la giungla neworkese, ben più densa di pericoli di quella australiana, per amore della sua Jane, la bella giornalista Sue Charlton, che dopo averne letto le gesta decide di volare nel paese dei Wallabies per intervistarlo.

E tra i due “poli opposti” ovviamente scoppia l’attrazione prima e l’amore poi (e non solo a telecamere accese, visto che i protagonisti convoleranno a nozze qualche anno dopo, esattamente nel 1990). La trama è abbastanza scontata, ma la sua forza sta nel ritmo e nella capacità di rendere simpatici gli stereotipi di due Mondi agli antipodi – non solo geograficamente parlando – che si incontrano e inevitabilmente danno vita ad equivoci esilaranti condite da gag genuine, mix irresistibile per i telespettatori.

Un successo planetario per una commedia definita “rozza, grossolana e scontata”, ma che – ed è una sorpresa per sta scrivendo – ottenne addirittura una nomination agli Oscar nella categoria “Miglior sceneggiatura originale” e fece vincere a Paul “Mitch Dundee” Hogan il Golden Globe come miglior attore. Di minor fortuna i due sequel, usciti nel 1988 (regista John Cornell) e nel 2001 diretto da Simon Wincer, che ottenne invece una ben meno onorevole candidatura ai Razzie Awards.

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