Il 5 febbraio è la Giornata internazionale della Nutella -VIDEO

Il 5 febbraio è la Giornata internazionale della Nutella, la crema alla nocciola spalmabile più famosa al mondo. Fu preparata nel 1964 dall’industria dolciaria piemontese Ferrero di Alba (Cuneo), a partire da una precedente crema denominata Pasta Giandujot e poi SuperCrema. Il nome deriva dal sostantivo nut, che significa «nocciola» in inglese, e il suffisso italiano -ella, per ottenere un nome orecchiabile.

Oggi è ben più di un prodotto ma bensì uno “Stile di vita” ed un simbolo dell’Italia esportato in tutti gli angoli del globo. Scrive la Repubblica: “Che cos’è la Nutella? Una crema di nocciole? Un vasetto di vetro? Un brand? Tutte e tre le cose. E anche qualcosa di diverso e di più: un mito. Perciò c’è anche per lei il giorno di festa, il World Nutella Day: 5 febbraio. Lei che con la sua presenza è servita a creare la festa quotidiana di milioni di persone nel mondo. Niente di più quotidiano della Nutella – ma come, è già finita? – e niente più di eccezionale di lei – vedi il barattolo da cinque chili antidoto contro la nevrosi di Nanni Moretti. La Nutella è intergenerazionale – il “che vogliamo stare tutta la vita a rimpiangere la Nutella” di Leonardo Pieraccioni – e interclassista – non distingue tra classi alte, basse e medie: la Nutella è la Nutella“.

I dati riportati nell’ultimo rapporto dell’Ocse dichiarano che sono 350 000 le tonnellate prodotte ogni anno. Inoltre proprio l’Ocse ha definito la crema un prodotto esemplare nell’economia di globalizzazione: le 9 fabbriche sono distribuite in tutti i continenti e gli ingredienti utilizzati provengono da diverse parti del mondo. Questa crema è utilizzata soprattutto come accompagnamento per pane, biscotti, dolci e frutta, anche se negli anni sono state ideate numerose ricette che ne prescrivono l’uso in torte, pasticcini e crêpes.

L’origine della Nutella

 

L’origine della Nutella è legata al cioccolato Gianduia che contiene pasta di nocciole. Il gianduia prese piede in Piemonte nel momento in cui le tasse eccessive sull’importazione dei semi di cacao cominciarono a scoraggiare la diffusione del cioccolato convenzionale. Pietro Ferrero possedeva una pasticceria ad Alba, nelle Langhe, area nota per la produzione di nocciole. Nel 1946 vendette il primo lotto, costituito da 300 kg di Pasta Giandujot. Si trattava di una pasta di cioccolato e nocciole venduta in blocchi da taglio. Nel 1951 nasceva invece la Supercrema, conserva vegetale venduta in grandi barattoli.

Nel 1963 Michele Ferrero, figlio di Pietro, decise di rinnovare la Supercrema con l’intenzione di commercializzarla in tutta Europa. La composizione venne modificata, così come l’etichetta e il nome: la parola Nutella e il logo vennero registrati verso la fine dello stesso anno, restando immutati fino ad oggi.

Il primo vasetto di Nutella

 

Il primo vasetto di Nutella uscì dalla fabbrica di Alba il 20 aprile del 1964[1]. Il prodotto ebbe successo istantaneo: nel 1965 uscì in Germania dove riscosse subito un enorme successo e l’anno successivo uscì in Francia. Rimane a tutt’oggi estremamente popolare e viene spesso citato in romanzi, canzoni e opere cinematografiche.

Nel giugno del 2010 il Parlamento Europeo ha approvato una normativa in base alla quale tutti gli alimenti contenenti molti grassi e zuccheri devono inserire nella loro etichetta l’avviso del «miglior profilo nutrizionale». L’iniziativa, volta a combattere l’obesità offrendo più informazione ai consumatori, è stata criticata dal vicepresidente della Ferrero SpA Francesco Paolo Fulci, che ha creato il comitato «Giù le mani dalla Nutella»[4], sostenuto dalla regione Piemonte e dall’ex ministro per le Politiche europee Andrea Ronchi, che ha invitato l’Unione europea a non cadere nel «fondamentalismo nutrizionista».

In molte nazioni europee la crema cioccolato non è solamente un alimento o una golosità, bensì un consolidato fenomeno di costume. Nel corso degli anni e al mutare dei tempi e delle mode la ricetta, la confezione e l’apprezzamento del pubblico di Nutella sono rimasti invariati.

La crema è comparsa anche in pellicole cinematografiche: famosa è la scena del film Bianca di Nanni Moretti in cui il protagonista Michele Apicella, alter ego del regista-attore, affoga l’ansia in un enorme barattolo di Nutella alto circa 1 metro, che fu predisposto proprio in funzione del set. Appartiene al linguaggio quotidiano, è presa quale termine di paragone (es. Gnutella) e ha costituito oggetto di studi sociologici.

 

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