La vera storia della tragica morte di Brandon Lee sul set de “Il Corvo” -VIDEO

Brandon Lee The crow

Esattamente 25 anni fa ci lasciava Brandon Lee. La sua morte, avvenuta in circostanze tuttora poco chiare, analogamente a quanto successo al padre Bruce Lee), ha reso il povero Brandon una leggenda, un’icona, legata soprattutto alla sua interpretazione in Il Corvo.

LA DINAMICA DELLA TRAGEDIA: LA MORTE DI BRANDON LEE

Tante le illazioni in questi anni su come si sia consumata realmente la tragedia.
Correva il 31 marzo del 1993: dopo due mesi di lavorazione e, ad otto giorni dalla conclusione de “Il Corvo”, presso gli studi di Los Angeles, venne girata la scena costata la vita al giovane attore: Eric Draven (Brandon Lee) entrando nel suo appartamento con la spesa viene aggredito da alcuni malfattori e colpito con un colpo di pistola da Funboy interpretato da Micheal Masee.

Il colpo era a salve, ma in canna era rimasto il frammento di un’altra cartuccia sparata in una delle riprese precedenti. In decesso accidentale: nessuna congiura: la tragedia alimentò vin da subito leggende metropolitane, complotti e volontà omicide; in diversi non esclusero la teoria che il colpo a salve fu sostituito volontariamente con un proiettile vero ma la realtà, in tutta la sua tragedia, fu molto meno fantasiosa: grazie ad un esame balistico, nella pistola venne ritrovato un frammento del colpo a salve esploso in precedenza.

La tragedia, si scoprì dopo, fu dovuta a una disattenzione dello staff, che non avrebbe controllato con la perizia necessaria la pistola che doveva servire per la scena. Per questioni legate alla tempistiche ridotte, non avendo sempre a disposizione colpi a salve, alcuni membri della troupe comprarono proiettili veri e ne rimossero la polvere da sparo all’interno, ricongiungendo il proiettile alla capsula a percussione. La pistola venne usata in diverse riprese, ma all’interno della canna rimase bloccato un proiettile per via di una carica debole. L’arma venne dunque ricaricata con proiettili a salve per poi essere usata per girare la scena fatale. A causa della breve distanza e della canna ostruita, una carica a salve fu abbastanza forte da far partire il proiettile bloccato che colpì Brandon all’addome.

LA MORTE DI BRANDON LEE: IL RACCONTO DEL REGISTA

Il regista, Alex Proyas, dichiarò : “Lo vidi crollare a terra, con un lamento, il foro del proiettile mi parve perfettamente simulato e il sangue era forse fin troppo abbondante, ma nel complesso la scena era riuscita a meraviglia e dopo aver gridato stop dissi che ne avremmo girata un’altra, più che altro per sicurezza”..

Visto che non si muoveva, mi avvicinai a lui – ricorda il regista- notai che la macchia di sangue continuava ad allargarsi. Mi chinai, toccai con il dito quel liquido. Era tiepido e denso, come sangue… sangue vero… sul set cadde un silenzio di morte. La prima persona a capire fu Eliza Hutton, fidanzata di Brandon, che faceva parte del cast come assistente alla produzione. Lanciò un urlo e si precipitò verso Brandon, mentre io mi rendevo conto che respirava debolmente e che le sue condizioni dovevano essere gravi”.

Brandon Lee venne trasportato d’urgenza al più vicino ospedale. I medici trovarono un corpo metallico nello stomaco, che gli aveva provocato la ferita mortale. Il giovane attore morì di lì a poco e la morte fu dichiarata accidentale.

Il film fu terminato utilizzando la tecnica digitale ed alcune scene furono interpretate da un sosia, di fatto, non c’è nessuna sequenza in cui si vede Brandon Lee entrare nel suo appartamento con la spesa.

Brandon avrebbe dovuto sposare Eliza Hutton subito dopo la conclusione delle riprese del film “maledetto”. Ed ecco giustificata la dedica finale “For Brandon and Eliza”.

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