Ryo Saeba, il “City Hunter” playboy dal tiro infallibile

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Ryo Saeba City Hunter

Un infallibile tiratore, abile nel combattimento corpo a corpo e impenitente donnaiolo. Questi sono i tratti più marcati di Ryo Saeba, il personaggio principale di “City Hunter“, un manga giapponese targato anni ’80 e ’90, poi divenuto anime di grande successo, ideato e disegnato da Tsukasa Hōjō.

Azione, avventura e humor, a volte dissacrante, sono gli ingredienti vincenti del cartone animato ambientato A Tokyo e che ruota attorno alle avventure del già citato Ryo, che assieme al suo revolver (Colt Python calibro 357 Magnum con canna da 4 pollici) e all’assistente Kaori Makimura (che ha preso il posto del fratello, il defunto Hideyuki) “spazza” il crimine dalle strade di Shinjuko, quartiere della capitale nipponica, con la loro agenzia investigativa privata (denominata “City Hunter”, per l’appunto).


L’unico modo per contattarli è lasciare un messaggio (la sigla XYZ) sulla lavagna della stazione ferroviaria di Shinjuku (che detto tra noi è la più affollata del mondo!). La narrazione non segue una trama, ma si snoda attraverso i vari casi che di volta in volta vedono coinvolti i due protagonisti, che mano a mano svelano i loro passati lungo le indagini. Per esempio, veniamo a sapere che Ryo Saeba, che nonostante sia un uomo affascinante va costantemente in bianco (ma perché segretamente innamorato – e altrettanto segretamente ricambiato – della collega), è sopravvissuto ad un incidente aereo nell’America Centrale, dove però hanno perso la vita i suoi genitori, non sa quanti anni ha ed è stato allevato da dei guerriglieri del posto.

La serie si struttura in 55 episodi differenti, e in ogni storia compare un’avvenente presenza femminile, che scatena gli istinti primordiali di Ryo, tenuti a bada con ogni mezzo – tutti di natura violenta – da Kaori. Il successo di questo gradevole cartone ha convinto Hōjō a produrre uno spin-off, “Angel Heart“.

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