Serie tv anni ’80: il curioso caso di “Manimal”

Manimal

Nemo propheta in patria. E’ il caso singolare di “Manimal“, serie tv americana che ha visto la luce nel 1983 ed ha chiuso i battenti dopo sola una stagione e 8 episodi, per problemi di budget e ma soprattutto per i bassi ascolti.

Massacrato dalla critica e deriso anche sul prestigioso Dave Letterman Show (la versione un tantino più elevata del nostro Maurizio Costanzo Show), il telefilm ideato da Glen A. Larson (autore di Automan, Supercar e Magnum P.I., quindi non l’ultimo arrivato) ha fatto le valigie e si è trasferito in Europa, trovando insospettabili estimatori, soprattutto in Italia.

Da flop a mini-cult. Delle due l’una: o negli States gli standard sono elevati o noi siamo di bocca di buona! Ma scopriamo meglio questo “Manimal”, cercando di capirne il curioso caso. Durante un viaggio nella giungla, un docente dell’Università di New York Jonathan Chase – interpretato da Simon MacCorkindale – scopre di aver ereditato dal padre il potere di trasformarsi in qualsiasi animale. E cosa fa? Decide giustamente di usare questa sua particolarità nella lotta contro il crimine, diventando consulente della polizia e aiutandoli nelle indagini in cui sono coinvolti animali… e già iniziamo ad intuire i motivi che hanno spinto i telespettatori USA a cercare sollievo altrove!

Solo in due conoscono il segreto del professore: la detective Brooke Mackenzie (Melody Anderson, vista accanto a Chuck Norris ne “Il Tempio di Fuoco” del 1986, film discreto e sufficientemente godibile), con cui ha un mezzo inciucio, e Ty Earl (Michael D. Roberts, visto invece in “Rain Man“, dove era Vern, il “migliore amico” di Dustin Hoffman nella clinica psichiatrica di Wallbrook), il suo vecchio commilitone del Vietnam. Piatto forte della serie – perché la trama è abbastanza scontata – sono le trasformazioni del dottor Chase, molto realistiche tenendo conto degli effetti speciali di quegli anni. E le guest-star, tra cui la divina Ursula Andress. E come se non bastasse, nel 2015 il telefilm ha ispirato addirittura un film, con Will Ferrel protagonista. Ma dove sta la verità, allora?

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