Vincenzo Mollica lotta contro la malattia: “Sono quasi cieco e ho il Parkinson. Ma ignoro la depressione”

Sono quasi cieco e ho il Parkinson. Ma ignoro la depressione”. E’ questo il manifesto dello storico inviato del Tg1Vincenzo Mollica. L’amatissimo giornalista, grandissimo conoscitore della musica italiana e internazionale è stato l’inviato Rai anche per la 69 edizione del festival di Sanremo non si è risparmiato, con una diretta dietro l’altra.

Mollica si è raccontato in un’intervista uscita sul Corriere della Sera parlando a cuore aperto della salute che inizia a creargli non pochii problemi. Negli ultimi cinque anni un glaucoma gli ha mangiato il 95 per cento del nervo ottico. Ma quello che il quotidiano definisce come “l’aedo di cantanti e attori”, ride con “leggerezza delle proprie disgrazie”. Compreso il morbo di Parkinson che gli fa tremare le mani.

Nel corso dell’intervista al Corriere, il giornalista Rai Vincenzo Mollica ha raccontato di aver avuto i primi gravi problemi di vista già da bambino: “Se ne accorse la mamma. I miei genitori mi portarono da un oculista in Calabria. Avrò avuto 7-8 anni. Origliai la sentenza da dietro la porta: “Diventerà cieco”. Da quel momento adottai una tecnica: imparare a memoria tutto quello che mi circondava, in modo da ricordarmene quando sarebbero calate le tenebre. Come mi ha detto Andrea Bocelli, abbiamo avuto la vista lunga”.

In questo momento Mollica confessa di vedere pochissimo, “Ombre in un mare di nebbia. Più spesso non vedo un tubo, ma continuo a coltivare la speranza. Andrea Camilleri mi ha spronato a non abbattermi, a sviluppare gli altri sensi. Ignoro che cosa sia la depressione. Mi sostengono due pilastri: famiglia e lavoro. Nella vita non ho altro. Mai messo piede nei salotti”.

E a chi lo accusa di non essere mai abbastanza critico, Mollica risponde: “Cerco solo il lato migliore delle persone. Non da pirata, con la benda sull’ultimo occhio che mi rimane. Da cronista”.

Vincenzo Mollica è celebre per il suo buonismo critico e per l’esaltazione degli intervistati di turno mediante l’impiego di ridondanti aggettivi superlativi. Aldo Grasso così descrive Mollica e il “mollichismo”: «È un libro parlante, una sola moltitudine di arguzia e sapienza, un’intelligenza acuta che si è fatta tv. Non può neppure immaginarsi di cedere a un giudizio, a un appunto, a un dissenso. Parla sempre bene di tutti”.

Nel 1995 nel numero di Topolino 2074 esce la storia Paperino Oscar del centenario in cui appare Vincenzo Paperica, giornalista chiaramente ispirato a lui. In seguito il personaggio, nato dalla mano di Andrea Pazienza (morto nel 1988), è apparso in numerose storie disneyane, varie delle quali scritte dallo stesso Mollica. In un’intervista al Corriere della Sera, lo stesso giornalista ha affermato di volere sulla lapide la citazione “Qui giace Vincenzo Paperica, che nella vita fu Mollica” e una foto del suo alter ego disney.

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